Profumi e sapori d’autunno 2024
Cene d’autunno
La senti la brezza che sale? La vedi la rugiada?
Se osservi bene, all’alba la puoi ancora scorgere.
E, all’alba, quando il sole all’orizzonte sale si porta via i primi segni della nebbia.
Lo vedi laggiù? Rischiara e illumina tutto il paesaggio che, se osservi, è così diverso da quello che appariva anche solo poche settimane fa.
I colori sono più caldi, dominano il rosso e il marrone.
Per non parlare delle piante e dei frutti, quelli estivi non ci sono più e quelli autunnali ora dominano il paesaggio.
Nella stagione della ritirata, quando il potente sole estivo diventa sempre più un ricordo e quando il gelo e la nebbia che avanzano fanno intravedere l’arrivo del regno della quiete e della notte invernale.
In questo tempo di trapasso, come in un ultimo sussulto di vita prima del letargo, fiori, frutti e cose che prima non c’erano e dopo non ci saranno, fioriscono e decorano il paesaggio.
Da sempre l’uomo ha amato le effimere creature di questo tempo di passaggio. Da sempre si è ingegnato per esaltare la ricchezza che i piatti e i prodotti di questa stagione possono dare.
E così la cucina autunnale ha assunto una sua originalità in tutto il mondo, irripetibile, straordinariamente originale, e, paradossalmente, unicamente tradizionale.
Come ogni anno, i nostri ristoratori hanno assunto dalla tradizione, attinto dalle loro mani sapienziali e ascoltato il loro cuore per esaltare e sublimare la cucina che da questa stagione trae la sua essenza e la sua anima.
Cogliere i piatti e i prodotti che i ristoratori hanno preparato per questa iniziativa significa cogliere l’essenza della nostra identità, che in un mondo così mutevole come quello autunnale, fa emergere oltre che le capacità gastronomiche anche l’amore per una terra, i suoi prodotti e la sua stagione più romantica.
Contrano Medici
Presidente FIEPeT
