Dal tortello alla torta 2026
Ogni anno, quando arriva il periodo di San Giovanni, tornano puntuali alcune tradizioni.
C’è chi raccoglie i fiori per preparare l’acqua profumata da lasciare all’aperto durante la notte. C’è chi si alza presto per osservare la rugiada del mattino. E c’è chi, più semplicemente, aspetta l’occasione per ritrovarsi a tavola davanti a un buon piatto di tortelli.
Non credo sia un caso.
Da queste parti il tortello non è mai stato soltanto una ricetta. È sempre stato il piatto delle occasioni importanti. Quello delle feste, delle domeniche, delle compagnie numerose e delle tavole che si allungano per fare posto a qualcuno in più.
In fondo preparare i tortelli richiede tempo, pazienza e una certa dose di collaborazione. C’è chi tira la sfoglia, chi prepara il ripieno, chi li chiude uno ad uno e chi, naturalmente, controlla che tutto venga fatto come si deve, perché “si è sempre fatto così”.
Forse è proprio per questo che il tortello continua ad avere un posto speciale nella nostra tradizione. Non rappresenta soltanto un sapore. Rappresenta un modo di stare insieme.
Con questa iniziativa vogliamo celebrare proprio questo spirito. I ristoratori che partecipano alla rassegna ci offrono la possibilità di riscoprire uno dei simboli più amati della nostra cucina, attraverso menù che valorizzano una tradizione capace ancora oggi di richiamare persone attorno alla stessa tavola.
E siccome ogni festa che si rispetti merita una degna conclusione, il percorso continua fino alla torta, altro grande patrimonio delle nostre cucine, custode di ricette, ricordi e piccoli segreti tramandati nel tempo.
Ringrazio tutti i ristoratori che hanno aderito a questa nuova edizione e tutti coloro che sceglieranno di partecipare.
A voi lascio un solo consiglio: prendetevi il tempo per gustare i piatti, per fare due chiacchiere in più e per godervi la compagnia.
Perché i tortelli sono buoni sempre, ma danno il meglio di sé quando vengono condivisi.
Buona cena a tutti.
Contrano Medici
Presidente Fiepet
